OLTRE LO SGUARDO LA MEMORIA

Il Cinedocumentario di Leonardo Sciascia

di Sebastiano Gesù

 

Il volume intende avviare una riflessione attorno al ridotto corpus di documentari a cui Leonardo Sciascia, il grande scrittore racalmutese, ha prestato il suo commento parlato, nell'arco più o meno di un lustro, tra la metà degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Settanta del secolo scorso, in un momento di mutamenti sociali ed economici che hanno portato l'Italia sulla via della modernizzazione. Nel panorama

documentaristico italiano questi materiali, seppur di limitata quantità, assumono una notevole rilevanza per gli esiti rimarchevoli raggiunti, tali da imporsi come paradigmi delle diverse forme di cinema verità che si sperimentavano in Italia in quegli anni: dal documentario di impresa o industriale al film saggio o di inchiesta; dal documentario sociologico a quello etno-antropologico, al documentario turistico culturale.

Inoltre, questi materiali risultano tipici esempi di collaborazione di alcuni importanti scrittori alla realizzazione di documentari industriali o a carattere sociale offrendo spunti per un approfondimento del ruolo degli intellettuali nella nuova società in grande trasformazione che stava prendendo piede anche in Italia a partire dal secondo dopoguerra e sulla relazione tra sviluppo economico e produzione culturale, intesa nel nostro caso come inchiesta storico-letteraria basata su documenti letterari, giornalistici o d’archivio.

Quelli a cui Sciascia collabora con il suo commento "over" possono definirsi film di tendenza saggistica sia per la loro breve durata che per il carattere civile e politico che li contraddistingue. Un cinema didattico, educativo che

scuote le coscienze, ove la realtà della nostra Isola è inquadrata in pieno con tutte le sue contraddizioni, antiche e nuove, prevalentemente di natura sociale.

Lo scrittore racalmutese coglie appieno che la sola immagine in questi film non garantisce ciò che riproduce, le cose non sono solo ciò che appaiono. Nel documentario d'inchiesta le immagini da sole non trasmettono allo spettatore tutto quello che sarebbe necessario sapere. Senza un commento puntuale ed efficace c'è il rischio che la realtà possa diventare mera sensazione. Il commento parlato perciò deve assumere un ruolo primario. Da qui la necessità di un rapporto dialettico tra parola e visione: emancipare il commento parlato, il testo, da semplice

"didascalia" ed elevarlo a rilevanza di elemento espressivo e artistico a fianco delle immagini.

Sciascia non teme, perciò, di utilizzare nel suo commento citazioni colte e metafore, di mischiare le crude immagini con i delicati versi di Quasimodo, la letteratura con il reportage polemico e le statistiche, senza assolvere nessuno.

I suoi commenti risultano concisi e pervicaci, lasciano ampi vuoti tra una frase e l'altra di modo che permette allo spettatore di considerare reali gli enunciati, anche quelli metaforici, e riportare il testo nell'alveo dell'intrinseco rapporto tra commento parlato e struttura narrativa. Nei suoi testi si rileva un costante, dialettico, cruciale clima storico-politico che caratterizza l'impegno etico dello scrittore, che solidarizza con le sofferenze dei deboli, con la loro fatica e con la lotta per la loro dignità.

 

Il volume contiene i testi scritti da Leonardo Sciascia per i seguenti documentari:

 

Gela antica e nuova di Giuseppe Ferrara, 1964

Col cuore fermo Sicilia! di Gianfranco Mingozzi, 1965

Radiografia della miseria di Piero Nelli, 1967

La grande sete di Massimo Mida, 1968

Terremoto in Sicilia di Michele Gandin, 1968

La Sicilia vista dal cielo di Folco Quilici, 1970

 

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